I principali distretti florovivaistici italiani
Dalla Riviera dei Fiori alla Piana di Pescia, dalle serre del Metapontino alle coltivazioni in campo aperto del Veneto: una mappa delle aree produttive più rilevanti.
Una raccolta di dati, descrizioni tecniche e panoramiche territoriali sulla produzione florovivaistica in Italia. Contenuti rivolti a chi lavora nel settore o lo studia.
Tre aree tematiche che coprono i principali aspetti della produzione florovivaistica professionale nel contesto italiano.
Dalla Riviera dei Fiori alla Piana di Pescia, dalle serre del Metapontino alle coltivazioni in campo aperto del Veneto: una mappa delle aree produttive più rilevanti.
Tipologie di serre, sistemi di riscaldamento, irrigazione a goccia e controllo fitosanitario nei cicli produttivi delle principali specie floricole.
Rosa, Ciclamino, Gerbera, Kalanchoe e Crisantemo: caratteristiche biologiche, esigenze colturali e peso commerciale nel mercato floristico nazionale.
Il ponente ligure rimane uno dei contesti più riconoscibili della floricoltura italiana. Terrazzamenti stretti, microclima favorevole e una rete di piccole imprese specializzate caratterizzano questa area ancora oggi.
Scopri i dati del distrettoAlcune cifre e aspetti tecnici che definiscono la produzione florovivaistica italiana nel contesto europeo.
Circa 29.000 ettari dedicati alla produzione di fiori recisi, piante in vaso e verde ornamentale, con una netta prevalenza nelle regioni del Nord-Ovest e del Sud.
Le serre italiane coprono oltre 5.500 ettari, con concentrazioni significative in Liguria, Campania, Sicilia e Puglia. Le strutture variano da tunnel in polietilene a serre vetro tecnologiche.
Rosa e Crisantemo guidano la produzione di fiori recisi. Tra le piante in vaso predominano Ciclamino, Poinsettia, Begonia, Impatiens e le succulente ornamentali.
Pistoia concentra una delle reti vivaisitiche più dense d'Europa. La Piana di Pescia è storicamente legata alla produzione di piante in contenitore destinate al mercato nazionale e all'export verso Germania, Francia e Paesi Bassi.
Approfondisci le specie
L'adozione di substrati alternativi alla torba, la fertirrigazione controllata e l'integrazione della lotta biologica hanno modificato in modo sostanziale i cicli produttivi nelle serre italiane negli ultimi vent'anni.
La riduzione dell'uso di fitofarmaci chimici e il passaggio a varietà resistenti alle malattie fungine rappresentano due linee di cambiamento documentate in diverse aree distrettuali.
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Distretti, tecniche colturali e specie ornamentali: le sezioni del sito coprono gli aspetti principali della floricoltura professionale italiana.
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